Corruzione sepolta

“Corruzione sepolta. Bologna, tra dinamiche corruttive e strumenti anticorruzione” è il terzo dei dossier “R.I.G.A. – Report e Inchieste di Giornalismo Antimafia” che raccontano mafie e corruzione a Bologna. Un lavoro collettivo fatto da Libera Bologna e Libera Informazione

R.I.G.A. – Report e Inchieste di Giornalismo Antimafia è il frutto del lavoro che Libera Bologna svolge durante l’anno nel campo dell’Informazione. Una riga dopo l’altra, un lavoro quotidiano e costante di studio, approfondimento e inchiesta su quello che accade sul territorio. Un lavoro che crediamo sia fondamentale nel contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso: per combattere le mafie è necessario conoscerle, ma è necessario, ancora prima, conoscere dove si infiltrano e radicano, i luoghi e le modalità.

Visto che neanche Bologna è esente da un radicamento mafioso abbiamo ritenuto necessario iniziare a mettere nero su bianco quello che sappiamo, mettere insieme pezzi e unirli in dei dossier tematici che crediamo siano essenziali per buttare giù quei muri di indifferenza che spesso abbiamo incontrato nel nostro percorso. Questi dossier sono tanti tasselli che andranno a creare un quadro complessivo del fenomeno mafioso a Bologna, nella speranza che la consapevolezza di quello che accade nel capoluogo emiliano porti alla diffusione sempre più ampia di una coscienza e di una mentalità antimafiose.

Dopo “Bologna crocevia dei traffici di droga” e “Caporalato emiliano“, il nuovo dossier approfondisce un fenomeno complesso: un elemento per cui è difficile far emergere la corruzione è la “cifra oscura, vale a dire al numero reale dei reati che sfuggono del tutto alle statistiche giudiziarie, a fronte di quelli, in misura inferiore, che al contrario sono denunciati e, nella maggior parte dei casi, perseguiti penalmente. Nell’ambito della corruzione la cifra oscura ha un peso ben più rilevante di quanto accade per altri reati, perché purtroppo è molto elevata. Infatti, si tratta di un elemento costitutivo il reato stesso, in quanto corrotto e corruttore spesso sono gli unici a conoscenza del patto corruttivo che hanno stretto e quindi, se nessuno dei due parla, all’esterno nulla è destinato a trapelare, nonostante gli effetti del mercimonio della funzione pubblica possano essere divenuti ampiamente oggetto di critiche e di sospetti

I casi approfonditi, per quanto ridotti li si voglia considerare, aprono uno squarcio su scenari ben più ampi, che raccontano molto spesso una corruzione diffusa su più livelli, che gode di un alto grado di omertà, sulla convenienza, sull’abitudine.

Per scaricare il dossier: CORRUZIONE SEPOLTA